Colazione com “Monte Gemmo” seguite la nostra ricetta…

TORTA DI MORE CON RICOTTA E MIELE

Ingredienti per una teglia da 20 cm:

2 uova
60 g di miele millefiori Monte Gemmo
50 g di zucchero semolato
80 g di farina di farro
80 g di farina 00
80 g di olio di semi di girasole
220 g di ricotta vaccina
120 g di more
1 bustina di lievito per dolci
1 cucchiaino di estratto di vaniglia (facoltativo)

1) In una ciotola mescolate le due farine setacciate e il lievito.

A parte montate le uova con lo zucchero, il miele e la vaniglia. Aggiungete l’olio di semi e la ricotta,
continuando a mescolare.
2) Versate gli ingredienti liquidi nelle farine e mescolate con una spatola fino ad amalgamare il tutto.
Aggiungete all’impasto poco più di metà delle more (già lavate, asciugate e leggermente
infarinate), amalgamando delicatamente con una spatola dal basso verso l’alto.
3) Versate l’impasto nella teglia unta e infarinata e disponete le more rimaste sulla superficie,
premendo leggermente per farle affondare.
4) Infornate a 160°C per 45-50 minuti. Lasciate raffreddare completamente la torta prima di tagliarla a fette.

NOTA: Potete sostituire le more con altra frutta di stagione: mirtilli, lamponi, mele, pere o pesche
a cubetti.

 

Cucina insieme a noi!!

Cuciniamo insieme un buon piatto di pasta, ci terrà occupati in questi lunghi giorni e ci tirerà su di morale.

Ecco la nostra ricetta:

FUSILLI CON RADICCHIO, TALEGGIO E NOCI

Ingredienti per 4 persone:

320 g di fusilli semintegrali Monte Gemmo

1 cespo di radicchio di Chioggia

200 g di taleggio

80 g di noci sgusciate e tritate

1 spicchio d’aglio

Sale e olio extravergine d’oliva q.b.

 1) Lavate il radicchio e tagliatelo a striscioline.

2) In una padella rosolate lo spicchio d’aglio con qualche cucchiaio di olio extravergine d’oliva, aggiungete il
radicchio e lasciatelo appassire per una decina di minuti. Salate leggermente.

3)Cuocete i fusilli in abbondante acqua salata per 7-8 minuti.

4) Unite la pasta al radicchio, insieme a qualche cucchiaio di acqua di cottura, e saltate il tutto a fuoco vivace
per un paio di minuti.

5) Aggiungete il taleggio a piccoli cubetti e le noci tritate, mescolate rapidamente e servite subito.

Cosa bolle in pentola?

Oggi cercheremo, con l’aiuto dell’articolo di Dario Bressanini, di affrontare il tema della cottura della pasta, mettendo in discussione la modalità “classica” che tutti quotidianamente utilizziamo.

Acqua a bollore o no?

Molte persone pensano che l’ebollizione dell’acqua sia una condizione assolutamente necessaria per poter cuocere la pasta, ma già Thompson intuì che questo non è vero. La cottura del cibo infatti dipende solo dalla temperatura raggiunta, e non dal fatto che l’acqua stia bollendo o meno. La temperatura di ebollizione dell’acqua dipende dalla pressione atmosferica e questa diminuisce con l’altitudine. Degli spaghetti immersi in acqua a bollore a Sestriere, a circa 2000 metri di altitudine, cuociono a circa 93 °C, rispetto ai 100 °C che si raggiungono a livello del mare. Ciò significa che si possono usare quelle temperature anche ad altitudini più basse, senza però far bollire l’acqua. Perché, scrive Thompson

tutto il combustibile che viene utilizzato nel farla bollire vigorosamente è sprecato, senza aggiungere un singolo grado al calore dell’acqua, né velocizzare o accorciare il processo della cottura di un solo secondo. Poiché è dal calore, dalla sua intensità e della sua durata che il cibo viene cotto, e non dall’ebollizione dell’acqua che non ha alcun ruolo in quell’operazione.”.

Thompson non parlava di pasta ma di carne e verdure ma il principio è del tutto generale: ciò che conta è la temperatura raggiunta e non il fatto che l’acqua stia bollendo.

La cottura della pasta è governata principalmente da tre fattori: la velocità di penetrazione dell’acqua all’interno dell’impasto, la gelatinizzazione dell’amido e la denaturazione e conseguente coagulazione del glutine. Tutti questi fenomeni dipendono dalla temperatura.

L’acqua penetra nella pasta anche a basse temperature, persino in acqua fredda, ma più la temperatura aumenta e più velocemente entra nell’impasto. La gelatinizzazione dell’amido è quel fenomeno in cui i granuli di amido assorbono acqua e formano un gel. L’amido di frumento gelatinizza tra i 60 °C e i 70 °C. Il glutine denatura e coagula tra i 70 °C e gli 80 °C. Notate che sono tutte temperature molto al di sotto delle temperature di ebollizione comuni nelle nostre cucine. Questo significa che è possibile cuocere la pasta anche tenendo l’acqua a 80 °C, mettendoci solo un pochino di più perché l’acqua idrata l’impasto un po’ più lentamente.

Ogni tanto qualche cuoco riscopre questo fatto e ripropone una sua versione di quello che Thompson già nel ‘700 aveva descritto, dando delle regole su quando spegnere il fuoco dopo aver gettato la pasta. Non si tratta però di un nuovo metodo di cottura della pasta, e non merita un nome specifico perché, lo ribadisco, ciò che conta è solo la temperatura raggiunta e non se l’acqua stia bollendo o meno.

Vi consiglio di visitare il Blog di Dario e di leggere l’articolo completo che trovate al seguente link:

http://bressanini-lescienze.blogautore.espresso.repubblica.it/2017/02/07/la-cottura-della-pasta/